lasciarsi cadere (lettere dalla pandemia)

Nei post che seguiranno accosterò frasi scelte dalle Lettere che Etty Hillesum scrisse nel campo di concentramento di Westerbork a risonanze  incontrate in tempo di pandemia. Affondo la mia traccia nella speranza di fare anima, toccare solitudini, valicare distanze. Desidero custodire l’esperienza umana solcata a piccoli passi lungo il filo spinato di questo tempo.

“La gente si smarrisce dietro ai mille piccoli dettagli che qui ti vengono quotidianamente addosso e in questi dettagli si perde e annega. Così non tiene più d’occhio le grandi linee, smarrisce la rotta e trova assurda la vita. Le poche cose grandi che contano devono essere tenute d’occhio, il resto si può tranquillamente lasciare cadere. E quelle poche cose grandi si trovano dappertutto, dobbiamo riscoprirle ogni volta in noi stessi per poterci rinnovare alla loro fonte”

Etty Hillesum “Lettere 1941-1943” Edizione Integrale Adelphi 2013 pag. 87

 

Dal cielo della primavera è piovuto qualche fiocco di neve, tuonano maledizioni dai balconi: che non si possono raggiungere le montagne, che non si può scendere in giardino a costruirsi un pupazzo o a tirarsi palline che cavoli ‘pure la neve e già siamo in casa!’.

Il singolo fiocco leggero, microscopico paracadutista, si lancia su terra di Pandemia, stranito non trova gli umani ma solo droni che gli umani li cercano dal cielo. Precipita e dall’alto scorge ambulanze, carabinieri, polizie… qualcosa di aperto: farmacie.

Le altre sue vite in cui era caduto si era imbattuto in sciatori, alpinisti, automobilisti irritati senza gomme da neve, vecchi lentissimi aggrappati ai corrimano, bambini su slittini, cani che corrono come fossero Bolt.

Posare lo sguardo su quell’unico fiocco di neve, seguirne la caduta leggera: immaginare il malato allettato che scorge il fiocco dalla finestra di un grande ospedale e si ricorda che non è tutto lì che le stagioni vanno avanti, che fuori c’è il cielo. Immaginare il medico esausto, l’infermiere indefesso che solcano il corridoio si guardano e dicono ‘nevica’ e per un attimo sorridono come fossero due bambini al risveglio il  giorno di Natale. Immaginare i parenti di chi da poco se n’è andato che sanno il proprio caro ad un funerale con solo il prete e ringraziano il fiocco di neve di cadere come un fiore gettato sulla bara.

Dal cielo della primavera è piovuto un fiocco di neve e tu prova a immaginare … quanto sei disposto a lasciarti cadere.

 

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