radicarci (lettere dalla Pandemia)

Nei post che seguiranno accosterò frasi scelte dalle Lettere che Etty Hillesum scrisse nel campo di concentramento di Westerbork a risonanze  incontrate in tempo di pandemia. Affondo la mia traccia nella speranza di fare anima, toccare solitudini, valicare distanze. Desidero custodire l’esperienza umana solcata a piccoli passi lungo il filo spinato di questo tempo

“Mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore si innalza sempre una voce -non ci posso fare niente, è così, è di una forza elementare-, e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremmo opporre un frammento di amore e di bontà che bisognerà conquistare in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere: E se sopravviveremo indenni a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra a guerra finita.”

Etty Hillesum “Lettere 1941-1943” Edizione Integrale Adelphi 2013 pag.97

Il senso nuovo è il seme caduto nella terra. Improvviso è buio, solitudine, silenzio. La terra lo sommerge e della terra respira. Sopra è neve è pioggia è cielo. Dentro è caldo, è vermi, è humus.

Qualcuno si è accorto che fossimo rimasti senza radici. Alberi pavoni del cielo in sfilate di colori senza fondamento. Bastava un colpo di vento…

Tornado è arrivato, spazzato via tutto.

Rimasto il piccolo seme fissato sotto la terra.

Rimasta l’attesa, attendere e rimanere. Passare stagioni, immaginare stagioni, fiducia cercare.

acqua,

sali minerali,

calore,

fortuna,

tempo,

ancora tempo.

Fino a ché il seme sente di esplodere, spingono in lui per uscire come filiformi e diramati arti. Lunghissimi. E poi il seme è tutto arti e abbraccia la terra e poi il seme non è più seme ma è tutto radice. E poi radice spinge verso la superficie ed è… germoglio.

Il senso nuovo è vedere per la prima volta la luce dopo aver abitato sotto la terra.  Avere sentito la mancanza. Avere avuto paura di implodere. Avere avuto paura di esplodere. Avere creduto. Avere abbracciato tutto. Essersi radicati. Aver spinto verso l’alto. Essere nati germoglio, figlio della terra che sposa il cielo.

 

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